Una prospettiva costruttivista nella terapia (non necessariamente costruttivista) per persone straniere o migranti.

Frontespizio_vol_2_1_2014_miniVolume 7, Numero 2, Ottobre 2019

Una prospettiva costruttivista nella terapia (non necessariamente costruttivista) per persone straniere o migranti.
di Simone Cheli, Joan Miquel Soldevilla Alberti, Francesco Velicogna

Abstract: I mutamenti nei flussi migratori e il costante ed inarrestabile processo di ibridazione culturale della nostra società impone ai clinici la definizione e lo sviluppo di interventi specificamente rivolti a persone con storia di recente o rilevante migrazione. L’obiettivo del presente articolo è quello di delineare alcuni principi fondati sulla prospettiva costruttivista che possano supportare questo processo. Integrando riflessioni teoriche e cliniche ci siamo concentrati sul ruolo, a nostro avviso cruciale, che possono svolgere l’approccio credulo, la prospettiva narrativa e le costruzioni non-verbali come declinate da George A. Kelly ed altri autori. Abbiamo inoltre cercato di motivare come una prospettiva costruttivista non debba essere necessariamente vincolata ad interventi definiti come costruttivisti, quanto piuttosto svolgere da punto di partenza ed ispirazione di una pratica clinica finalizzata al supporto di persone straniere o migranti.

Parole chiave:Costruttivismo, psicologia dei costrutti personali, migranti, terza ondata della CBT.