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La Rubrica delle Parole: A quale parola pensi se pensi a ICP?

Rubrica delle Parole: Which word comes to mind when you think of ICP?

a cura di

Giorgia Albanese e Francesca Barone

Institute of Constructivist Psychology

Abstract

L’articolo rappresenta una raccolta di alcuni dei contributi che sono emersi durante l’attività la Rubrica delle parole, all’interno della giornata dedicata ai vent’anni di ICP, che si è svolta sabato 7 Febbraio presso il Palazzo della Salute a Padova. Una sorta di intervista corale a partire proprio dalle parole emerse per raccontare il significato e l’esperienza di ICP delle diverse persone che, a vario titolo, ruotano attorno alla scuola. L’obiettivo è quello di restituire alla comunità scientifica una riflessione collettiva sull’identità di ICP.

The article represents a collection of contributions that emerged during the “Rubrica delle Parole” activity as part of ICP’s twentieth-anniversary celebration, held on Saturday, February 7, at the Palazzo della Salute in Padua. It takes the form of a collective interview based on the words that emerged, aimed at conveying the meaning and experience of ICP as shared by the various people who, in different ways, are connected to the school. The aim is to provide the scientific community with a collective reflection on the identity of ICP.

DOI:

10.69995/MFSC4818
Keywords:
parole, significato, esperienza, ventennale, scuola, words, meaning, experience, twenty-year, school.

Il 7 Febbraio 2026 il Palazzo della Salute di Padova si è visto riempito da una comunità numerosa di persone lì per festeggiare i vent’anni dalla nascita dell’Institute of Constructivist Psychology. La giornata è stata caratterizzata da un susseguirsi di eventi ed attività a carattere esperienziale che ci hanno visto tutti protagonisti di un processo di co-costruzione dell’identità di ICP. Un percorso a partire dalla condivisione di memorie passate, attraversando i vari posizionamenti nel presente e rivolgendo uno sguardo verso il futuro. In particolare, l’attività denominata la Rubrica delle Parole ha chiamato le partecipanti e i partecipanti a rispondere alla domanda “A quale parola pensi se pensi a ICP?”

Qui di seguito vi proponiamo alcune delle testimonianze emerse, con l’obiettivo di restituire alla comunità scientifica una riflessione collettiva sull’identità di ICP.

 

 

“La parola che per me rappresenta ICP è connessione, perché a distanza di ormai 11 anni dalla fine di questo percorso mi resta un gruppo di colleghi molto bello, affiatato, che è ancora vivo e che per me è importante perché contrasta la solitudine professionale. Per qualsiasi cosa ci sentiamo, non sono solo colleghi, spesso sono amici, quello che mi porto a casa è proprio questa rete molto solida”.

Eleonora Belloni

Psicologa, Psicoterapeuta

Institute of Constructivist Psychology

 

 

“La mia parola è curiosità. Se è vero che il linguaggio contribuisce a proporre possibili realtà e a costruirle, questa parola la scelgo perché vuole esprimere una caratteristica centrale di quanto ho potuto conoscere dell’ICP. È una parola che, tra l’altro, abbiamo in comune tra scuole sistemiche e costruttiviste. Siamo, se non fratelli, almeno cugini di primo grado, perché tutti veniamo dalla famiglia di Bateson, Maturana e Varela. È una parola che ho visto testimoniata prima di tutto dal suo Direttore, Massimo Giliberto, fin da quando l’ho coinvolto in un progetto di integrazione delle psicoterapie cui ha aderito con passione, portando sempre proprio la curiosità per le parole che caratterizzavano le differenti ipotesi che nascevano dalle teorie di riferimento da cui derivavano le varie forme di psicoterapia. È una curiosità, questa, che ci accomuna, che nasce dalla profonda convinzione che ogni parola ha un senso in un contesto, un’emozione collegata, un’azione pensata o agita, e per ogni parola c’è una storia. E questo diviene ancora più importante di fronte a certe parole che sembrano immutabili e che sembrano vincolare gli schemi di pensiero delle persone che a noi si rivolgono, perché quelle parole le ingabbiano in credenze e schemi d’azione poco utili e poco adattivi, ma di cui sembrano non poter fare a meno. Ecco che la curiosità per quelle parole che caratterizzano i loro temi dominanti diventa la porta d’accesso per il cambiamento. Nell’ICP questa curiosità c’è. E l’ho, poi, ritrovata negli allievi ogni volta che sono venuto a fare lezione sulla teoria e pratica della terapia sistemica. Ed è stato facile ritrovarsi “curiosamente” a capire che le parole che caratterizzano le narrazioni individuali fanno parte e sono generate da una narrazione collettiva del sistema che distribuisce e coordina le differenti funzioni di chi ne fa parte. Curiosità anche per un altro aspetto, vale a dire come ciò che passa per il linguaggio non-verbale costruisce le parole che poi si usano, e questo è ancora più importante. Ecco perché mi pare che sia una parola che può stare nello scudo araldico dell’ICP”.

Andrea Mosconi

Psichiatra, Psicoterapeuta,

Direttore del Centro Padovano di Terapia della Famiglia

 

 

“Mi si chiede in una sola parola di definire che cos’è stato e che cos’è ICP per me, è un tema abbastanza difficile da svolgere, infatti quando mi è arrivata la mail che me lo chiedeva la mia prima reazione è stata: c’è la domanda di riserva? Perché riassumere in una parola vent’anni di esperienza ICP e di quello che ha significato ICP, vedendolo dall’interno e dall’esterno, è molto difficile. Ho scelto una parola che è esplorazione, perché l’esplorazione, secondo me, è quello che caratterizza la matrice generativa di ICP.

ICP è nata una ventina di anni fa proprio con questo scopo, da parte di Massimo e da parte di altre persone, ovvero un gruppo di persone che voleva esplorare, voleva portare avanti in maniera coerente e coraggiosa un tema, quello dell’esplorazione, dello sviluppo della teoria costruttivista in vista della sua prassi professionale e di una sfida: la sfida del significato da rimettere al centro dei processi psicologici e clinici, mettendo al centro il senso, il significato e la semantica al centro di un contesto che spesso tende a sottolineare, proceduralizzare e standardizzare la sintassi. Semantica e sintassi sono dimensioni dei nostri processi di significazione che sono sicuramente da un lato correlati, ma sicuramente un po’ diversi. Allora la sfida, all’epoca, ancor più coraggiosa che oggi, è stata di mettere al centro la semantica e di farlo in maniera libera, indipendentemente, autonoma. Era una scelta fortemente esplorativa, che esplorava e apriva un fascio di possibilità. Credo che questa sfida sia stata vinta, una sfida delle esplorazioni delle possibilità didattiche, delle applicazioni professionali; una sfida di reti e relazioni che sono state costruite. Dopo vent’anni di classi ICP, sono state esplorate e sperimentate tante strade diverse, ovvero formazioni in psicoterapia, reti sul territorio, il centro clinico, il centro di ricerca, la rivista e tutta una serie di reti e sviluppi e relazioni che appunto hanno caratterizzato la natura libera di ICP fin dall’inizio. E libertà sarebbe la seconda parola che avrei detto… Per esplorare bisogna essere liberi e credo che ICP questa sfida se la sia giocata in maniera molto seria e strutturale e l’abbia portata a termine bene… ICP è una scuola che secondo me va bene per esploratori che vogliono aiutare altre persone ad esplorare”.

Luca Pezzullo

Psicologo, Psicoterapeuta, Docente

Dottore di Ricerca Università di Padova

Presidente dell’OPPV

 

 

“Ciao a tutti, che bello essere qua con voi. Vent’anni di ICP, vent’anni dell’Institute of Constructivist Psychology. Chi l’avrebbe mai detto, vero? Vent’anni dove Massimo non deve più alzarsi all’alba per andare nel chiarore delle prime luci del giorno tra Padova e Firenze. Vent’anni dove c’è stato finalmente un cambiamento, un cambiamento che va al di là di questa accecante luce, questo accecante chiarore del cognitivismo. Perché c’era proprio bisogno di aumentare questi chiari e scuri in questa luce, in questo disegno bellissimo che ci dà la Pcp. Vent’anni con Massimo, per Massimo, per gli studenti, per la Scuola, per il futuro del Costruttivismo. Vent’anni di spritz sotto casa, sotto la scuola, vent’anni di caffè, vent’anni in barca. Ma soprattutto vent’anni di esplorazione del Costruttivismo e delle sue alternative, o meglio dei costruttivismi, della fenomenologia, della PCP, di Kelly, ma anche di Epting, di Gergen. E poi le versioni più contemporanee del costruttivismo che passano attraverso il post-strutturalismo francese: Deluze, Foucault, Derrida. È un costruttivismo in costante esplorazione, in costante ricerca della sua libertà, attraverso gli studi culturali, attraverso gli studi post-strutturali e la teoria critica. Perché il costruttivismo è prima di tutto libertà: è una libertà di ricerca, è una libertà etica, è la libertà di non doversi chiudere in un sistema ortodosso. Sarebbe estremamente contraddittorio pensare alla Pcp come un’ortodossia. E gli studenti me lo ricordano costantemente questo: che la Pcp è un approccio etico verso la libertà. Verso la libertà di non dover chiudere il paziente in una diagnosi, in un sistema di meccanismi, ma piuttosto di vedere che di fronte a noi c’è una persona che si sta muovendo, suo malgrado. Mi sento molto fortunato di aver potuto contribuire in questi ultimi dieci anni, forse qualcosa in più anche, alla formazione degli studenti. Studenti che sono una delle cose più belle da vedere perché rappresentano il futuro, ma rappresentano anche gli stimoli intellettuali, mi aiutano a capire il presente e mi aiutano a rimanere sempre in contatto con la praticità. Mi sento contento e fortunato di aver potuto mettere questo granello di sabbia in questa spiaggia del costruttivismo. Grazie colleghi, grazie studenti, grazie amministratrici dell’Institute of Constructivist Psychology. Insieme a voi brindo per questo bellissimo ventennale e per altrettanti anni insieme. Tanti auguri ICP!”

Marco Gemignani

Docente

Direttore scientifico CRPPC

Universidad Loyola

 

“Quando penso ad ICP una parola mi viene in mente forte e chiara: è responsabilità. Non si tratta di una responsabilità colpevolizzante o di tipo moralistico, ma piuttosto di una responsabilità etica, ovvero quella di comprendere che lo sguardo che abbiamo sul mondo contribuisce a costruirlo. Grazie all’incontro con la Pcp ho avuto modo di abbracciare un concetto che Maturana e Varela definivano di oggettività tra parentesi, infatti non è mai possibile conoscere il mondo se non attraverso le proprie interpretazioni. E secondo me è proprio di quelle interpretazioni che dobbiamo essere responsabili. Quando ho incontrato la PCP ovviamente la conoscenza teorica è stata traslata anche su un piano pratico, ed è entrata a far parte della mia vita a tutti gli effetti. Questo mi ha portato a riconsiderare costantemente le mie anticipazioni e costruzioni e a modificarle qualora il flusso del mio movimento risultasse bloccato. Ecco, forse questa è la lezione più importante che mi porto a casa da questo primo anno di Icp, ovvero quella di essere sempre pronto e disponibile a riconsiderare appunto le mie costruzioni e a modificarle, essendo il mondo in costante movimento. Grazie”.

Geremia Fei

Psicologo

Institute of Constructivist Psychology

 

 

“Salve, sono Nikos Gionakis. Sono uno psicologo e sono responsabile di una unità di salute mentale che si chiama Babel, ad Atene. È una unità di salute mentale per gli stranieri che vivono qua. Collaboro con l’Icp dagli ultimi anni, ma conosco da moltissimi anni Massimo Giliberto ed è stato attraverso lui che ho cominciato a collaborare con l’Istituto, quando mi è stato chiesto di insegnare la materia Psicologia della Migrazione. E con l’occasione di questo evento di oggi mi è stato chiesto di dire due parole sulla Scuola. Quello che voglio dire è questo: quello che mi ha fatto impressione, conoscendo pian piano come lavora la sua gente, le sue persone, lo staff, è che l’interesse che mostra per le persone è un interesse autentico, genuino e umano ed è un interesse che riguarda la persona nella sua interezza, non un interesse tecnico, scientifico, professionale se volete, ma un interesse umano, che si rivolge alla persona con la propria sofferenza ma anche nei suoi rapporti con l’ambiente che la circonda. Per me questo è qualcosa che deve stare alla base di qualsiasi approccio psicoterapeutico, a prescindere dalle differenze che possono esistere tra i vari approcci. Perché senza questo interesse non si può aiutare l’altro. Grazie.

Nikos Gionakis

Psicologo

Cofondatore Centro Diurno Babel

 

Note sugli autori 

 

Giorgia Albanese

Institute of Constructivist Psychology

giorgia.albanesepsicologa@gmail.com

Psicologa, specializzanda in Psicoterapia presso l’Institute of Constructivist Psychology di Padova. Attualmente lavora come libera professionista nell’area di Padova. Dopo alcuni anni nell’ambito delle dipendenze da sostanze e alcool, adesso ricopre anche il ruolo di Project Manager nel progetto YOLO 2 – Giovani Energie, dove la progettazione diventa un processo condiviso di costruzione di contesti partecipativi. Nutre interesse per le tematiche sociali e la marginalità lette attraverso le lenti della PCP, e nel ruolo che l’arte in tutte le sue forme può assumere nella psicoterapia. Collabora con la Rivista Italiana di Costruttivismo alla sezione Interviste.

 

 

Francesca Barone

Institute of Constructivist Psychology

francescabarone.psy@gmail.com

Psicologa e psicoterapeuta specializzata presso l’Institute of Constructivist Psychology. È segretaria di redazione della Rivista Italiana di Costruttivismo. Lavora come psicologa presso un centro residenziale per anziani e svolge, in libera professione, percorsi di sostegno psicologico, di psicoterapia e di orientamento professionale sul territorio di Padova e in modalità online. Nutre un interesse per la scrittura e, in generale, per le varie forme di narrazione, di cui sta studiando le potenzialità applicative in un’ottica psicoterapeutica.

 

 

Eleonora Belloni

Institute of Constructivist Psychology

eleonora.belloni.psy@gmail.com

Psicologa, psicoterapeuta e dottore di ricerca in Scienze Sociali presso l’Università di Padova, attualmente lavora come libera professionista e presso alcuni Centri Servizi per Anziani in Veneto. Dal 2011 si occupa di invecchiamento, demenze e caregiving, collaborando con gruppi di ricerca in Italia e all’estero; sugli stessi temi è impegnata in attività di formazione e divulgazione. È autrice del libro: “Alzheimer, badanti, caregiver e altre creature leggendarie” – Pensiero Scientifico Editore.

 

 

Geremia Fei

Institute of Constructivist Psychology

Geremia.fei14@gmail.com

Geremia Fei (1993) è psicologo, laureato in Psicologia di Comunità presso l’Università degli Studi di Firenze e specializzando in Psicoterapia presso l’Institute of Constructivist Psychology di Padova. Lavora in ambito scolastico e sociale. Coltiva un forte interesse per la psicoterapia come spazio di esplorazione e scoperta di sé. Il suo sguardo si ispira al costruttivismo, con attenzione ai processi attraverso cui le persone danno forma e significato alla propria esperienza di vita.

 

 

Marco Gemignani

Universidad Loyola

mgemignani@uloyola.es

Marco Gemignani (Dipartimento di Psicologia, Universidad Loyola, Spagna) si dedica alla ricerca nel campo delle metodologie qualitative, psicologie delle migrazioni e, in genere, studi culturali. È direttore scientifico del Centro di Ricerca in Psicologia e Psicoterapia Costruttivista presso l’Institute of Constructivist Psychology (Padova, Italia). I suoi progetti più recenti affrontano le sfide psicosociali delle famiglie transnazionali e le possibilità di innovazione culturale e metodologica legate alla transnazionalità.

 

 

Nikos Gionakis

Centro Diurno Babel

nikosgionakis@gmail.com

Nikos Gionakis è laureato in Psicologia Applicata all’Università di Padova e ha conseguito un master in Psichiatria sociale e infantile all’Università di Ioannina. Dal 1988 lavora nella salute mentale ed in particolare nella cura comunitaria dei disturbi mentali. Nel 2007 ha cofondato il Centro Diurno Babel ad Atene per la salute mentale dei migranti. Svolge attività clinica, formativa e di supervisione ed è autore di pubblicazioni scientifiche sul tema.

 

 

Andrea Mosconi

Centro Padovano di Terapia della Famiglia

info@cptf.org

Psichiatra, psicoterapeuta, didatta del Centro Milanese di Terapia della Famiglia (CMTF), direttore del Centro Padovano di Terapia della Famiglia (CPTF), socio didatta e già membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Psicologia e Psicoterapia Relazionale (SIPPR), Master in Ipnosi Ericksoniana, membro del Direttivo Nazionale della Società Italiana di Ipnosi, docente del Master in Ipnosi Ericksoniana, accredited consultant in EMDR.

 

 

Luca Pezzullo

Università di Padova

luca.pezzullo@unipd.it

Psicologo, dottore di ricerca. Presidente dell’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi del Veneto, già docente di Metodologia della Ricerca ICP. Si occupa di Psicologia dell’Emergenza, impatto delle nuove tecnologie sulla pratica professionale e metodi di ricerca a orientamento costruttivista.